IL DOJO

storia del nome della palestra


La denominazione Byakko Tai  è stata data alla A.S.D. nel lontano 1983 quando, per volontà di alcuni praticanti, si decise di fondare questa associazione di praticanti di arti marziali. L'idea di assegnare questa denominazione venne maturata da uno dei soci fondatori il quale, durante la lettura del libro Bushido di Inazo Nitobe, scopre l'esistenza di una classe di samurai denominata Byakko Tai e ne viene colpito per l'onore e il coraggio.

[...] Katamori Matsuidaira, daimyo della città di Aizu Wakamatsu, nel Marzo del 1868 decise di strutturare le sue milizie sulla falsariga dell'esercito francese. Sotto il suo comando vennero costituite quattro unità, ognuna delle quali veniva a sua volta militarmente frazionata in ulteriori formazioni. [...]

I nomi assegnati ad ognuna di queste compagnie erano nomi ispirati alle divinità che rappresentavano i quattro punti cardinali.

  • GENBU-TAI
    Genbu è il Dio della costellazione del nord; era il reggimento delle rocce nere ed era formato da samurai che avevano superato i cinquant'anni
  • SEIRYU-TAI
    Seryu è la divinità dell'est; era il reggimento dei dragoni azzurri ed era formato da samurai di età compresa dai 36 ai 49 anni;
  • SHUJAKU-TAI
    Shujaku è la divinità del sud; era il reggimento dei passeri rossi ed era formato da samurai di età compresa dai 18 ai 35 anni;
  • BYAKKO-TAI Byakko
    Byakko è la divinità dell'ovest; era il reggimento delle tigri bianche. Era composto da samurai molto giovani di età compresa dai 15 ai 17 anni

Durante il periodo denominato Tokugawa Bakufu no jidai, che va dal 1606 al 1868, la città di Aizu Wakamatsu era conosciuta per la potenza del castello Tsuruga che venne innalzato nel 1384 dall'allora daimyo di Aizu Ashina Naomori. Nel periodo della guerra civile che stava portando il cambiamento del Giappone, questo castello era occupato dagli uomini del clan dei Tokugawa. Questi abilissimi samurai, tra i quali anche i Byakko-Tai, venivano addestrati dal clan Takeda, la scuola che reparava i migliori samurai per la guardia dello Shogun. Tale guerra fu denominata guerra Boshin e vedeva da una parte lo shogunato dei Tokugawa ed i clan ad essi fedeli, mentre dall'altra parte si erano coalizzati i sostenitori della modernizzazione. Il gruppo di giovani samurai della Byakko-Tai si contraddistinse sia per il coraggio che per l'abilità nel combattimento, tenendo testa per molti mesi al moderno esercito che voleva privare i Tokugawa e l'intera classe dei samurai del loro potere.

Durante una battaglia che si stava sviluppando intorno al castello, 20 giovani samurai appartenenti alla Byakko-Tai si ritirarono attraversarono una caverna allagata dall'acqua ed uscirono sul fianco della collina Imoriyama da cui si poteva ammirare tutta la città. Da qui videro la fortezza data alle fiamme. Pensando erroneamente alla sconfitta subita, credendo che il castello fosse caduto ed il loro daimyo morto, rispettarono le regole del bushido si suicidarono tutti: solo uno di loro si salvò. Ancora oggi, i corpi dei 19 ragazzi riposano sul luogo del suicidio, divenuto in Giappone un luogo di culto e venerazione.

Nel 1928, il poeta giapponese Harukichi Shimoi, che visse in Italia e fece anche parte dell'esercito italiano nel reparto degli arditi (quelli del motto di D'Annunzio 'me ne frego'), raccontò l'accaduto delle Tigri Bianche a Benito Mussolini il quale, colpito dallo spirito del Bushido, decise di regalare una colonna di epoca romana per ricordare questo eroico fatto, ancora oggi in bella vista nel cimitero di guerra.